Vendere usato online: quando diventa un’attività?
Le regole spiegate in modo semplice, con le fonti ufficiali. Aggiornata il 20 ottobre 2026.
Questa guida spiega il quadro generale per chi vive in Italia. Non è consulenza fiscale: ogni situazione ha i suoi dettagli e per il tuo caso conviene parlare con un commercialista.
In breve
- Vendere le tue cose usate, di solito a meno di quanto le avevi pagate, in genere non produce un reddito da dichiarare.
- Comprare per rivendere è un’altra cosa: il guadagno può essere tassabile anche se succede una volta sola, e se diventa un’abitudine è un’attività commerciale vera e propria.
- La DAC7 non è una tassa. Obbliga le piattaforme a comunicare al fisco i dati di chi supera certe soglie. Il fisco poi usa quei dati per i controlli.
Le tue cose usate
Quando vendi oggetti personali che non usi più, come vestiti, un telefono vecchio o i libri della scuola, di norma li vendi a meno di quanto li avevi pagati. Non c’è un guadagno, quindi in genere non c’è niente da tassare.
Conviene comunque conservare gli scontrini o le prove d’acquisto degli oggetti di valore: in caso di controllo sono il modo più semplice per dimostrare che stavi vendendo cose tue, e a che prezzo le avevi comprate.
Quando cambia qualcosa
Se compri apposta per rivendere
Comprare un oggetto con l’idea di rivenderlo a un prezzo più alto è un’attività commerciale. Se la fai in modo occasionale, il guadagno rientra tra i “redditi diversi” e va dichiarato (articolo 67 del Testo unico delle imposte sui redditi, attività commerciali non esercitate abitualmente).
Se diventa un’abitudine
Quando l’attività è abituale si parla di impresa: reddito d’impresa (articolo 55 del Testo unico) e IVA (articolo 4 del decreto IVA), con partita IVA e i relativi obblighi. Non conta una cifra precisa: contano i segnali che l’attività è continuativa e organizzata. Per esempio:
- compri regolarmente oggetti per rivenderli;
- vendi molti oggetti uguali o nuovi, non cose tue;
- le vendite sono frequenti e continuano nel tempo;
- hai un’organizzazione: scorte, spedizioni programmate, promozioni.
Il mito dei 5.000 €
Si legge spesso che sotto i 5.000 € l’anno “non serve la partita IVA”. Quella soglia riguarda i contributi per le prestazioni occasionali di lavoro autonomo, non la vendita di beni. Per chi vende, la domanda giusta non è quanto incassi ma se lo fai in modo abituale e organizzato.
Cosa fa davvero la DAC7
La DAC7 è una direttiva europea, applicata in Italia dal decreto legislativo 32/2023. Obbliga le piattaforme come Vinted, eBay e Subito a raccogliere i dati dei venditori e a comunicarli al fisco.
- Chi viene comunicato: sono esclusi i venditori con meno di 30 vendite e non più di 2.000 € incassati nell’anno sulla stessa piattaforma. Basta superare una delle due soglie per essere comunicati.
- Ogni piattaforma conta per sé: 20 vendite su Vinted e 20 su eBay non fanno 40.
- Quando: le piattaforme inviano i dati entro il 31 gennaio dell’anno successivo, e i fisci europei se li scambiano entro due mesi.
- Cosa non fa: non introduce nuove tasse e non decide se devi pagare. Essere comunicati non significa avere fatto qualcosa di sbagliato.
Vuoi sapere a che punto sei? Usa il calcolatore della soglia DAC7.
Cosa conviene fare
- Tieni traccia delle vendite su ogni piattaforma, con date e importi.
- Conserva le prove d’acquisto degli oggetti di valore.
- Se la piattaforma ti chiede i dati per la DAC7, compilali: senza, può sospendere il profilo.
- Se compri per rivendere, anche poco, parlane con un commercialista prima che diventi un problema.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, provvedimento del 20 novembre 2023 sulle comunicazioni dei gestori di piattaforma.
- Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 21 novembre 2023 su soglie e scadenze.
- Direttiva (UE) 2021/514 del Consiglio (DAC7).
- Decreto legislativo 1° marzo 2023, n. 32, recepimento italiano della DAC7.
- Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986), articoli 55 e 67.
- Decreto IVA (DPR 633/1972), articolo 4.